parrocchia belcastro


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Arcidiocesi
Crotone - S. Severina
Regione Ecclesiastica Calabra
Parrocchia
"S. Michele Arcangelo"
Belcastro (CZ)



L
a chiesa, perfettamente orientata, si trova nella parte più antica del centro urbano, all'interno del primitivo nucleo fortificato, adiacente le rovine del castello dei conti d'Aquino che domina l'abitato e la vallata del torrente Nasari.
La posizione all'interno del tessuto urbano, così come appare al visitatore odierno, risulta insolita e poco adeguata ad una sede vescovile. La Cattedrale era la manifestazione architettonica del ruolo che il Vescovo e la Chiesa ricoprivano all'interno della comunità, nell'esercizio di un potere politico e religioso la cui visibilità emergeva di fatto nella caratterizzazione del paesaggio urbano del nucleo medioevale.
Se infatti dall'attuale strada di accesso è impossibile scorgere la chiesa, per raggiungerla bisogna attraversare tutto il paese scoprendone prima la parte absidale e laterale, poi la facciata, diversa era certamente la visione che si presentava a chi arrivava a Belcastro percorrendo l'antico tracciato, lungo il quale, sin dalla valle del fiume Crocchio e del torrente Nasari, era possibile distinguere chiaramente il profilo della Cattedrale e del suo campanile, sotto la mole del torrione del castello.
L'edificio ha subito successivi interventi nel corso dei secoli, ma non così radicali da nascondere completamente l'originaria impostazione e i segni delle successive trasformazioni.
L'impianto basilicale è a tre navate, quella centrale di ampiezza pari ad una volta e mezza quelle laterali, confluenti in un transetto non sporgente leggermente sopraelevato, formato da due cappelle laterali e dalla crociera centrale che immette nel vano absidale quadrangolare a terminazione piana.
La navata centrale è scandita da quattro ampie arcate realizzate con blocchi tufacei, articolate da cornici sostenute da robusti pilastri rettangolari dagli angoli smussati, impostati su semplici basamenti. Le navate laterali, di altezza inferiore rispetto a quelle centrali, dovevano avere un soffitto ligneo, sostituito recentemente da una struttura diversa, uniformata alle pareti dal medesimo intonaco. La crociera è affiancata da due vani laterali quadrangolari, cui si accede attraverso due arcate minori; quello a sinistra dedicato alla Cappella del SS. Sacramento, quello a destra a S. Michele Arcangelo. Lungo le pareti della navate sinistra si trova l'altare dedicato all'Immacolata Concezione.
Al centro della navata destra è posto l'altare dedicato a S. Tommaso d'Aquino con la statua lignea del Santo , patrono di Belcastro. Molte fonti storiche accreditate, e non solo a Belcastro, sostengono che S. Tommaso, fratello di Atenolfo d'Aquino di Roccasecca, signore dell'antica Genicocastro, nacque a Belcastro nel XIII secolo. Infatti, prestando fede ad alcuni documenti, nel mese di ottobre del 1226, proprio nella Cattedrale sarebbe stato celebrato il battesimo di Tommaso, nato nel feudo calabrese della famiglia. La chiesa è stata oggetto di diversi interventi di restauro nel secolo scorso, nel 1952-53, a cura del Genio Civile e successivamente negli anni "80" E "90". Agli ultimi interventi,durante i quali si è provveduto al consolidamento strutturale dell'edificio, si deve l'immagine rinnovata che la chiesa presenta oggi.



La Parrocchia di Belcastro, ex Cattedrale, è intitolata a San Michele Arcangelo. Ignota è la data della sua fondazione e se si dovesse tenere fede alla tradizione riportata da Padre Giovanni Fiore da Cropani, la sua costruzione fu possibile per munificenza del patrizio locale Angelo Carbone, il quale non avendo eredi, ed essendo uomo ricco, volle istituirne erede il Cielo, con la costruzione intorno all'anno 1100 - poco tempo dopo l'insediamento nella città di Geniocastro, così come allora si chiamava, del Seggio Episcopale-, di una nuova e bella Chiesa che fosse finalmente la definitiva Cattedrale e per il cui sostentamento le assegnò quanto possedeva, vigne, tenute di terra, palazzi e un feudo.

La diocesi fu già originariamente insignita di ben dodici Dignità: Decano, Arcidiacono, Cantore, Tesoriere, Penitenziere, Arciprete ed altrettanti canonici semplici, successivamente aumentati. Abbracciava la sola città di Belcastro comprendente allora anche il villaggio albanese Villa Aragona, oggi Andali, e il villaggio latino di S. Angelo, oggi Cuturella di Cropani, e fu governata non sempre con la dovuta oculatezza da numerosi Prelati fino alla sua soppressione avvenuta già agli inizi del XIX secolo, quando probabilmente vennero a mancare i motivi di una sua possibile sopravvivenza.

Il primo vescovo fu Policreto, che nell'anno 1122 fu presente alla consacrazione del Duomo di Catanzaro ad opera di Papa Callisto II, così come il Vescovo Bernardo fu presente nel 1222 alla consacrazione del Duomo di Cosenza ad opera del Cardinale Legato.

A questo importante prelato un'antica e trascritta pergamena, la tradizione e qualche autorevole testimonianza attribuiscono anche il Battesimo di San Tommaso d'Aquino, avvenuto nel vicino castello del padre, Conte Landolfo. Seguì nel secolo XIV Gregorio, già regio consigliere, sotto la cui giurisdizione nel 1334 fu redatto l'istrumento del Notar Geronimo Cavallo, con il quale San Tommaso veniva eletto a Patrono e Protettore di Belcastro nella circostanza della sua canonizzazione.

Il 1500 rappresenta certamente il periodo più fortunato della storia della diocesi di Belcastro, coincidendo con l'apice dello splendore civile raggiunto dalla Città, divenuta nel frattempo Ducato per mano di Costanza d'Avalos d'Aquino, contando già agli inizi del secolo 7000 abitanti circa.
In questo periodo di distinsero su tutti due vescovi. Il nobile tavernese Orazio Schipani eletto nel 1591 e molto vicino a papa Innocenzo IX, che tenne la Sede per 5 anni e alla sua morte fu sepolto nella Cattedrale.
Il secondo fu il maestro di teologia Alessandro Papatodaro, autore nel 1597 di un decreto di riordino dei vecchi e consunti libri dei battezzati, tra cui quello del 1226, consentendo così il ritrovamento e la trascrizione dell'atto di battesimo di San Tommaso. Altri vescovi illustri furono il beneventano Bartolo Gizio, di cui si conserva un istrumento di apparizione di una luminosa stella su Belcastro il dì 7 marzo 1637, in occasione della festa votiva del Santo Patrono e il patrizio Maida Tommaso Fabiani, che governò dal 1754 al 1778 ed al quale si deve un altro istrumento di apparizione della stella il dì 7 marzo 1757, ma sopratutto un'importante ristrutturazione del Duomo.

L'ultimo vescovo fu il crotonese Vincenzo Greco, che resse la sede fino alla sua morte avvenuta nel 1806. Nel 1818 la Diocesi fu soppressa e aggregata come suffraganea a quella di Santa Severina. Dal 1986 è stata inserita nell'attuale Arcidiocesi di Crotone - S. Severina.



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